Applicare l'aliquota

L’art. 13 del d.l. 201/2011 ha stabilito delle “aliquote base”, ovvero delle aliquote ordinarie sulla base delle quali i comuni possono limitatamente disporre aumenti e diminuzioni.

Da sottolineare che, a prescindere dall’aliquota fissata dal Comune, la norma di cui sopra stabilisce che il 50% del gettito IMU calcolato ad aliquota base debba essere versato allo Stato.
Vengono escluse da questo versamento, rimanendo pertanto interamente ai comuni, le seguenti quote di gettito:

abitazioni principali e loro pertinenze;
fabbricati rurali strumentali;
unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi case popolari;
immobili posseduti dai comuni nel loro territorio.

Pertanto, il 50% del gettito IMU non derivanti dalle tipologie di immobile elencate sopra, calcolato ad aliquota base, deve essere versato allo Stato.
Ciò significa che se il Comune fissa un’aliquota, ad esempio, dello 0,70%, allo Stato andrà comunque l’equivalente dello 0,38% (rimanendo quindi al Comune lo 0,32%). Analogamente, qualora il Comune fissasse un’aliquota superiore a quella base (si ipotizzi 0,80%) al Comune rimarrebbe lo 0,42% (0,80%-0,38%).

Ecco un prospetto riepilogativo delle “aliquote base” e dei relativi margini in capo ai comuni.

Tipologia di immobile Aliquota base Margine comune
Abitazione principale e pertinenze /fabbricati rurali ad uso abitativo 0,40% 0,20% - 0,60%
Altri fabbricati, aree edificabili e terreni 0,76% 0,46% - 1,06%
Fabbricati rurali ad uso strumentale 0,20% 0,10% - 0,20%
Immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell'articolo 43 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 0,76% 0,40% - 1,06%
Immobili posseduti dai soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società 0,76% 0,40% - 1,06%
Immobili locati 0,76% 0,40% - 1,06%


Per determinare l'imposta dovuta va applicata alla base imponibile l'aliquota stabilita dal Comune (si veda prospetto sotto riportato).
Nel caso dell'abitazione principale occorrerà considerare oltre che l'aliquota anche la detrazione (vedasi il punto “L'aliquota e la detrazione per l'abitazione principale”).

Esempio:
Esempio - Fabbricato di cat. A3 con rendita catastale di Euro 500.

Base imponibile = 500 * 1,05 (rivalutazione del 5%) * 160 (nuovo moltiplicatore previsto dal d.l. 201/2011) = 84.000,00.

Imposta dovuta = Euro 84.000,00 (base imponibile) * 0,76% (ipotesi di aliquota) = Euro 638,40.

L'importo così ottenuto andrà proporzionato alla quota ed ai mesi di possesso (vedere il punto "I mesi e le quote di possesso").

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